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Cos’è il Rorschach, il “test delle macchie”

L’interpretazione di macchie d’inchiostro era parte integrante di un gioco del tardo diciannovesimo secolo. Qrorschachuello di Rorschach fu, però, il primo approccio sistematico di questo genere.

Il test di Rorschach è uno strumento di valutazione della personalità tra i più usati dagli psicologi sia in Italia che nel mondo. Nonostante ciò, il test di Rorschach ha suscitato dibattiti e controversie poichè ritenuto da alcuni poco validabile e troppo interpretativo. Per superare questa situazione, Exner ha sviluppato dagli anni ’70 un sistema di siglatura ed interpretazione (il Comprehensive System) basato su solidi criteri di standardizzazione e una validità predittiva basata su un largo campione normativo stratificato e rappresentativo della popolazione. Oggi il Comprehensive System è considerato dalla letteratura scientifica il sistema Rorschach più validato, oltre ad essere quello più usato clinicamente nel mondo.

Il test consiste nell’esposizione a delle immagini alle quali segue un’intervista. Dal materiale raccolto, si elaborano i dati e viene dedotta la personalità del soggetto.

Attualmente è spesso richiesto in ambito legale per le perizie, nonché per il percorso legale intrapreso dai transessuali.

 

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Transessualismo: percorso e linee guida

the danish girl

Sebbene la questione del transessualismo risulti “vistosa” agli occhi di tutta la società, scientifica e profana, è curioso come in realtà si sappia davvero poco. Sia da un punto di vista medico (poiché conosciamo il percorso che un transessuale deve intraprendere per cambiare sesso, ma non conosciamo l’eziologia del transessualismo), sia da un punto di vista psicologico (solo il filone psicoanalitico ha affrontato a viso aperto la questione del transessualismo, purtroppo).

“Maschile o femminile è la prima distinzione che fate allorchè incontrate un altro essere umano, e siete abituati a fare questa distinzione con assoluta sicurezza”

– S. Freud

Lo sviluppo dell’identità ha a che fare con un processo precoce, legato a fattori biologici e ambientali. E’ importante, ovviamente, che l’identità di genere coincida con quella biologica affinché ci sia equilibrio e serenità. In caso contrario, quando il corpo posseduto è differente dall’identità di genere, sorge forte il disagio, la difficoltà nel vivere quotidiano, nelle piccole abitudini che diventano scogli insormontabili, come guardarsi allo specchio, fare una doccia, usare una toilette pubblica e dover attraversare una porta con un simbolo che non è rappresentativo.

Allo scopo dtransamericai rendere l’esistenza più serena e congruente con la propria identità di genere, il Sistema Sanitario Nazionale in cooperazione con l’ONIG (Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere)prevede la possibilità di intraprendere un percorso che sia il più possibile accessibile a tutti, secondo delle precise linee guida. Il percorso attraversa un azione ormonale, psicologica e chirurgica. Ma poiché le terapie ormonali possono produrre effetti irreversibili e poiché i cambiamenti chirurgici sono definitivi, è necessario e fondamentale l’intervento psicologico. Solitamente il percorso nel Servizio Sanitario pubblico è pressoché gratuito, ma sebbene le liste d’attesa siano davvero molto lunghe, è possibile iniziare il percorso psicologico privatamente, posto che il vostro psicologo o psicoterapeuta si metta in contatto con il centro scelto, ai fini della stesura deboys don't crylla relazione di idoneità.

Spesso chi accede ai Servizi ha l’urgenza di attraversare il confine, riattribuire una forma esterna che sia congruente con quella interna, sottovalutando l’importanza di un supporto psicologico, che risulta utile non solo ai fini della scoperta delle motivazioni, per eventuali diagnosi differenziali o per la somministrazione del Rorschach (spesso richiesto ai fini della pratica legale), ma utile anche per affrontare i cambiamenti di forma e umorali dati dalla terapia ormonale. Perché se è vero che è doloroso guardarsi allo specchio e sentirsi in un corpo non proprio, anche vedere in quello stesso specchio una forma che cambia dopo tanti anni può essere difficile.

 

“La Natura ha fatto un errore, che io ho corretto, ed ora sono vostra figlia”

– Lettera di Christine Jorgensen ai genitori

 

Note

Il 17 maggio di ogni anno si celebra la giornata mondiale della lotta alla omo e trans fobia.

A volte, ai fini della pratica legale, viene richiesta la relazione di Test di Rorschach.

Film a tema:

  • The Danish Girl (Tom Hooper, 2015)
  • Transamerica (Duncan Tucker, 2005)
  • Boys don’t cry (Kimberly Peirce, 1999)

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Cosa accade nel suicidio?

villaggioIn quasi ogni “villaggio” c’è il mutuo prendersi cura, portato avanti dal branco a cui ciascuno sente di appartenere, che sia il branco di amici, la famiglia, il branco di classe. Ciascuno di questi branchi dà la possibilità ad ognuno dei suoi membri di sperimentare ogni sfumatura di emozione, dalla gioia alla paura al dolore. È come un equilibrio interno che si autoconserva: tutto il branco è nel dolore? allora ciascuno nel branco, “a turno”, potrà vivere pienamente il dolore sapendo di poter contare sulle orecchie, sulle braccia e sulle spalle dell’altro, e poi toccherà a qualcun altro e così via.

E sul branco, sulla vita intesa non come vita nostra ma come vita di tutta l’umanità, c’è stato qualcuno che ha espresso in passato un concetto incredibilmente semplice ed intuitivo, e che in questi giorni mi è balenato nella mente quasi come un’illuminazione: tutto ciò che è rigido, non flessibile, non si adatta all’ambiente che cambia e soccombe. Accade allora che qualcuno in quel branco nasce e cresce con un progetto, come ciascuno di noi tutto sommato, ma la realizzazione di quel progetto, per quella persona, diventa poi la vita stessa. Allora si domanda “possibile mai che non debba riuscire?” e il branco in questo interviene, diventa un’occasione per rispecchiarsi, per sentire che quel fuoco che ci muove, il Valore che ci muove, può darci la spinta creativa e il respiro per portare avanti quel progetto.

Ma non sempre questo è possibile, non sempre questo è il desiderio. Succede quindi che il progetto diventa più grande del Valore che ci spinge, e il rispecchiarsi diventa un confrontarsi con gli altri svalutando se stessi, e quel progetto diventa pesante come un macigno e se sento che non sono capace di realizzarlo allora “niente progetto, niente di niente”. A tal punto che anche tutte le orecchie e le braccia e le spalle del branco non bastano, e ciò che resta sono solo tante domande senza una risposta.

Non esiste al mondo un solo motivo, una sola risposta che possa soddisfare quelle domande. È naturale che appaia incredibile a tutto il villaggio, è naturale che una delle domande che balzano in mente sia “nessuno se ne accorge?”, perché è anzi ancora più difficile e doloroso comprendere pienamente, ammettere a se stessi che – alle volte – nemmeno quando ce ne accorgiamo possiamo scardinare le scelte altrui.

Questa non è una lettera per distruggere la speranza, bensì un invito a recuperare quella dimensione di villaggio, a percepirci come branco, a prenderci cura gli uni degli altri, e anzitutto a prenderci cura di noi stessi, non solo dei nostri corpi, non solo delle nostre spiritualità. Se c’è una responsabilità certa che abbiamo è quella verso noi stessi.

Sapere degli altri non è potere sugli altri. Sapere di sé è potere di sé.

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La meditazione: salute psicoemotiva e incontro con se stessi

Consapevole mentre cammina, consapevole mentre sta fermo, consapevole mentre sta seduto, consapevole mentre giace, consapevole …

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Identità e orientamento sessuale

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