Il mio approccio psicoterapeutico

GESTALT E ANALISI TRANSAZIONALE: ORIGINI E PRINCIPI

COSA CARATTERIZZA LA GESTALT?

 

perlsFriz Perls, ebreo tedesco di Berlino, psicoanalista e didatta, nacque nel 1883 ed ebbe una prima esperienza di vita dura con la Prima Guerra Mondiale, alla quale sopravvisse ma con una forte depressione. Molto attento a fenomeni culturali dell’epoca, incontrava abitualmente artisti e filosofi, fra i quali Lander, che parlando di “vuoto fertile” impressionò molto Perls e contribuì alla costruzione della sua teoria psicoterapeutica. Fino ai primi anni ‘30 fu costretto a fuggire dalla Germania in Sud Africa, dove impiantò il suo studio di psicoanalista e diventò in poco tempo abbastanza noto e si trasferì negli Stati Uniti intorno agli anni ‘40. Lì iniziò il suo cambiamento, poichè entrò in contatto con tutta una serie di fenomeni per cui la psicoanalisi si stava trasformando, era sempre più fenomenologica ed ebbe esperienze anche di ricerca con Goldstein, rappresentante della psicologia della forma.  Questi contatti contribuirono a generare il Perls una visione dell’uomo differente, ponendo come obiettivo della cura la persona anziché la “malattia”

Altra influenza e idea fondamentale della Gestalt è quella della teoria dell’aggressività. Attraverso questa teoria si sviluppò l’idea che ogni processo della nostra esistenza va assimilato per diventare qualcosa di utile, esattamente come il cibo che deve essere assimilato perché altrimenti resterebbe indigesto.

Parla di aggressività in senso etimologico: ad gredire come andare verso le cose, come fa l’animale che naturalmente va verso la preda. Tutti i nostri stimoli sociali, familiari psicologici devono essere destrutturati e masticati per farli nostri. Con il tempo in psicoterapia l’adulto riassimila ciò che in passato fu “indigesto” per il bambino.

 

 

I TRE PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA PSICOTERAPIA DELLA GESTALT: RESPONSABILITÀ, QUI ED ORA E CONSAPEVOLEZZA.

 

 

Cosa vuol dire responsabilità?

 

Abitualmente si intende qualcosa di ristretto: io mi prendo la responsabilità, il peso di qualcosa. Ma la forma etimologica è rispondere, cioè dare delle risposte agli stimoli che ricevo congruentemente a quello che mi viene inviato. Tutta la nostra attività dovrebbe avere questo senso di responsabilità, avere una parte adulta osservante capace di dare valore a quello che succede.

 

 

Cosa vuol dire qui ed ora?

 

Si dice spesso “vivere il momento presente”, un’idea che appartiene ad una tradizione antica, al mondo latino con Orazio, Epicuro, che parlavano di questo attimo che fugge, cogliere il momento, ma espresso intermini edonistici. In Gestalt è il senso di voler stare in quello che si sta vivendo, che sia dolore, piacere, lavoro o qualsiasi cosa. Con pienezza di presenza, perché effettivamente questo è l’unico attimo che ho. L’unica realtà che esiste è quella che sto vivendo proprio adesso. Il che significa che la posso vivere pienamente in contatto. Anche se ricordo le cose del passato, le sto ricordando come le sento e come le vivo adesso, non come fu. In questo senso tale principio è vicino al principio della meditazione, stare pienamente in quello che è senza deviare per giudizi e considerazioni. Già nel descrivere la situazione non è qui ed ora, ma qui ed ora in movimento.

 

 

Cosa vuol dire consapevolezza?

 

La parola originaria di Perls è awereness, difficilmente traducibile. In spagnolo traducono con darsi conto, che somiglia a mi rendo conto. Consapevolezza significa quindi che partecipo attivamente, comprendendo,  a tutto quello che accade e che creo.

 

COSA CARATTERIZZA L’ANALISI TRANSAZIONALE?

 

berneEric Berne, psicoanalista ebreo di origini russe, visse in Canada con il padre medico, da lui ritenuto come un eroe, dal quale apprese il principio: prima la cura e poi ti occupi di capire. Le sue influenze furono gli psicoanalisti fenomenologici.

Un principio esistenziale che guida l’Analisi Transazionale è che potenzialmente tutti possiamo arrivare al massimo delle nostre possibilità, i potenziali non hanno limite e tutti abbiamo la stessa natura. Se questo ha un senso, ha senso anche l’idea di ridecisionalità: se noi abbiamo avuto questi geni, questi stati originari potenzialmente evolutivi e abbiamo avuto delle interruzioni, allora lavorando terapeuticamente su queste, possiamo produrre un cambiamento e ri-decidere.

Con una visione fenomenologica, una tradizione medica e una cultura che lo portò a girare per gli ospedali psichiatrici,  diede vita alla teoria degli Stati dell’Io proprio partendo dall’osservazione di pazienti psicotici.

 

 

Cosa sono gli Stati dell’Io?

 

Gli Stati dell’Io sono un insieme organizzato di emozioni, pensieri e comportamenti che strutturano e organizzano la Personalità. Questo ci può aiutare a distinguerlo da un’altra associazione che facilmente viene in mente, che è quella di ES, IO e SUPER-IO che sono delle istanze interne, non sono direttamente osservabili, sono ipotizzate attraverso l’elaborazione teorica e quindi non possiamo vederle in azione.

Gli stati dell’Io, invece, sono realtà fenomenologiche che appaiono e che noi possiamo, quindi, leggere, osservare, decodificare e comprendere.

Gli Stati dell’Io sono il modo in cui noi funzioniamo in un dato istante. L’osservazione degli stati dell’io funzionale è qualcosa di fenomenologico. L’utilità dell’Analisi Transazionale è anche quella di cogliere in quale stati dell’Io ci troviamo, così da dirigerci verso l’autonomia. Una persona autonoma non è una persona che è capace di fare tutto ma è una persona che è capace soprattutto di sentire e anche capace di chiedere aiuto quando è necessario, non vergognandosene.

 

stati dell'io

Il Genitore si forma dentro di noi per incorporazione, non introiezione. Vuol dire che il mondo esterno che viene incorporato e fatto nostro, sono i vari messaggi che il bambino riceve dai genitori, ma quando diciamo Genitori non intendiamo solo mamma e papà, ma tutte le trasmissioni che avvengono dagli adulti, che vengono incorporate dal bambino più o meno consapevolmente, regole, divieti, spinte.

 

Il Bambino è esattamente il bambino che siamo stati, a partire dal nostro concepimento, fino ai 6-7 anni. Per cui il nostro Bambino interno è il prodotto di questa esperienza, dal concepimento o anche da prima che il bambino nasca. E’ la sede dei bisogni più profondi, della creatività, delle emozioni.

 

L’Adulto, corrisponde esattamente a quello che io oggi sono, cioè questo insieme di pensieri, sentimenti e comportamenti che mi permettono di entrare nella mia vita in maniera autonoma e capace di gestirla, di operare scelte, di sapere cosa serve e di poter affermare o no qualcosa. E’ una posizione intermedia quando G e B sono in conflitto.

 

 

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